Come funziona il risarcimento del danno?
Per poter chiedere e ottenere dei soldi come risarcimento, non basta dimostrare che è stato commesso un errore o un’ingiustizia. Bisogna provare due cose fondamentali:
- un legame diretto: l’errore o il comportamento scorretto deve essere la causa diretta del problema che si è verificato;
- una conseguenza concreta: bisogna dimostrare di aver subito una perdita economica reale o un sofferenza/impatto negativo sulla propria vita. Non esiste un risarcimento “automatico” per il solo fatto che sia stata violata una regola.
Come si dividono i danni?
I danni si dividono principalmente in due categorie:
- danni economici (patrimoniali): quando si perdono soldi o si subiscono spese (es. spese mediche, riparazione dell’auto, mancato guadagno);
- danni personali e morali (non patrimoniali): quando vengono colpite la salute, la serenità psicologica o la vita di tutti i giorni.
Le due grandi situazioni di responsabilità
Il modo in cui si chiede il risarcimento e le regole da seguire dipendono da come è nato il problema:
- se c’è un contratto o un accordo (es. con un professionista o un fornitore di servizi):
- tempo per fare causa: di solito si hanno 10 anni di tempo;
- prove: chi chiede i danni deve solo mostrare il contratto e spiegare cosa non è stato fatto; spetta all’altro dimostrare che l’inadempimento non è stato colpa sua;
- cosa si risarcisce: di norma solo i danni che si potevano prevedere al momento dell’accordo;
- se non c’era alcun contratto (es. un incidente stradale o un’offesa su Internet):
- tempo per fare causa: di solito si hanno solo 5 anni di tempo;
- prove: chi chiede il risarcimento deve dimostrare tutto: cosa è successo, la colpa dell’altro, il danno subito e il legame tra le due cose;
- cosa si risarcisce: tutti i danni direttamente causati dal fatto.
I danni alla persona (salute, sofferenza e vita di tutti i giorni)
Quando si subisce un danno fisico o emotivo, si distinguono tre aspetti:
- danno biologico: è la lesione alla salute fisica o mentale, accertata da un medico (es. una gamba rotta, un’invalidità temporanea o permanente);
- danno morale: è il dolore e la sofferenza interiore che si provano per quello che è successo;
- – danno esistenziale: è il peggioramento concreto della qualità della vita (es. dover rinunciare ai propri hobby, difficoltà nelle relazioni familiari o sociali).
Come si calcola il risarcimento?
I giudici utilizzano solitamente delle tabelle standardizzate (come quelle del Tribunale di Milano) per calcolare una cifra di partenza, che poi viene personalizzata in base alla gravità del singolo caso.
Danno al lavoro o al guadagno
Se a causa di una lesione non si riesce più a lavorare come prima, si può chiedere un risarcimento per la perdita della capacità lavorativa. Tuttavia, l’invalidità fisica non comporta automaticamente un rimborso economico: bisogna dimostrare concretamente che la lesione ha causato o causerà una vera e propria riduzione delle entrate o dello stipendio.
Il danno in tema di…
Violazione della Privacy e dati personali
Subire una violazione della privacy (ad esempio una fuga di dati personali o un uso non autorizzato) non dà diritto a un risarcimento in automatico. Bisogna dimostrare che da quel fatto sono derivati problemi reali (es. ansia grave, furto d’identità, perdite economiche o danni alla reputazione). I piccoli fastidi di poco conto non vengono risarciti.
Responsabilità dei professionisti (es. Avvocati, Medici, Direttori dei Lavori)
Chi svolge una professione deve agire con la dovuta diligenza e competenza.
- Chi chiede i danni deve dimostrare di aver ingaggiato il professionista e spiegare quale errore grave è stato commesso.
- Il professionista deve invece dimostrare di aver lavorato correttamente secondo le regole della sua professione o che il problema è stato causato da fattori esterni non calcolabili.
- Per i direttori dei lavori nei cantieri: devono controllare che le opere siano conformi al progetto e fatte a regola d’arte, ma non sono responsabili di ogni singola e minuscola disattenzione dell’impresa costruttrice.
Danni alla reputazione e all’immagine
Se un’azienda o una persona subisce una diffamazione (es. un’email offensiva inviata a clienti o partner commerciali), il danno alla reputazione non è scontato. Chi chiede il risarcimento deve dimostrare concretamente che le persone hanno creduto alle accuse e che ciò ha causato un danno reale, come la perdita di clienti o di affari.
