Nel corso dell’estate i genitori di Cicero decidono di regalare al figlio, prossimo al matrimonio, un terreno edificabile di proprietà sul quale far sorgere la futura abitazione di Cicero e di sua moglie.
Cicero incarica dell’esecuzione dei lavori di costruzione un’impresa edile consigliatagli da un caro amico di famiglia, affidandosi completamente all’esperienza e professionalità dell’impresa stessa.
Ultimati i lavori, l’impresa invita Cicero a procedere con la verifica dell’opera e sua accettazione.
Cicero, però, impegnato nell’avvio di una propria attività di impresa nonché coi preparativi del matrimonio, non ha molto tempo da dedicare alla verifica dell’opera e, recatosi sul posto, visionato rapidamente l’immobile, sottoscrive il verbale di collaudo ed accettazione dell’opera nel frattempo predisposto dall’impresa.
Qualche giorno dopo, Cicero, avendo più tempo da dedicare alla sua nuova casa, decide di fare un nuovo sopralluogo accompagnato, questa volta, dai genitori e dalla fidanzata, nonché sua futura moglie.
Giunto sul posto, Cicero riscontra alcuni evidenti e ben visibili difetti alla pavimentazione esterna della casa, non rilevati nel corso del precedente e frettoloso sopralluogo.
< Accidenti > – esclama Cicero – < avrei dovuto fare più attenzione l’altra volta, ora dovrò richiamare l’impresa per far sistemare questi difetti >.
Cicero, però, vista la piccola natura dei difetti riscontrati e non avendo tempo per contattare l’impresa, decide di rimandare la questione di qualche giorno, certo di un positivo riscontro dell’impresa.
Dopo qualche giorno, Cicero prende contatti con il titolare dell’impresa di costruzioni, comunicandogli la presenza dei difetti alla pavimentazione esterna.
Il titolare, però, che ben sa della presenza di quei vizi e difetti ed avendo, tra l’altro, volutamente nascosto ed omesso di dichiarare la loro presenza, comunica a Cicero che, avendo lui accettato l’opera, l’impresa non è tenuta a prestargli alcuna garanzia.
Cicero, arrabbiato della risposta del titolare dell’impresa edile, decide di chiamare un suo amico avvocato per avere alcuni chiarimenti.
< Caro Cicero > – gli risponde l’amico avvocato – < sei stato un po’ troppo frettoloso nel visionare ed accettare l’opera, perché, in caso di accettazione senza riserve, il legislatore non riconosce alcuna tutela per i vizi dell’opera c.d. palesi o apparenti, ovvero quelli conosciuti o che avresti dovuto facilmente riconoscere, salvo, in questo ultimo caso, che non vi sia stata mala fede dell’appaltatore (cfr. art. 1667 cod. civ.) >.
< Ma cosa significa che ho accettato senza riserve? > chiede Cicero.
< Accettazione senza riserve significa che tu, caro amico, hai accettato l’opera senza riservarti di fare una successiva verifica dell’opera > risponde l’amico avvocato.
< Prima mi hai parlato della mala fede dell’appaltatore, cosa significa? > chiede, ancora, Cicero.
< L’appaltatore > – gli risponde l’amico avvocato – < si comporta in mala fede se, conoscendo i vizi ed i difetti dell’opera, li ha intenzionalmente sottaciuti ovvero ne ha dolosamente occultato la presenza, impedendoti così di rilevarli; in questo caso l’appaltatore è tenuto a garantirti anche per i vizi c.d. apparenti (cfr. art. 1667 cod. civ.). Attenzione, però, che sei tu, caro amico Cicero, a dover provare la mala fede dell’appaltatore >.
< Bene> – risponde Cicero – < effettivamente mi ricordo che erano stati posizionati alcuni teli a copertura della pavimentazione esterna, dove, poi, ho riscontrato il difetto e tale circostanza può essere confermata dai miei genitori nonché dalla mia fidanzata presenti al sopralluogo >.
< Bene Cicero > – dice allora l’amico avvocato < direi che questa circostanza potrebbe indicare un’intenzionalità dell’appaltatore nel nasconderti la presenza di quel difetto, poi riscontrato. Ad ogni modo ti consiglio, visto la probabile scorrettezza dell’impresa, di verificare nuovamente lo stato dell’opera, magari con un tecnico di tua fiducia, per accertare che non vi siano altri vizi e/o difformità c.d. occulti. Ti consiglio, poi, di redigere al più presto la denuncia dei vizi da te già accertati nonché per quegli altri che, eventualmente, avrai accertato >.
Cicero, convinto anche dai suggerimenti dell’amico avvocato, effettua un nuovo sopralluogo alla propria casa con un tecnico di fiducia, a seguito del quale invia formale denuncia all’impresa di costruzione contenente la descrizione di tutti i vizi e le difformità accertate.
(19.10.2015)

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