La colf può essere licenziata a voce e il licenziamento non è nullo, né discriminatorio.

È la stessa legge infatti a prevedere l’esenzione dalla forma scritta del recesso per il lavoro domestico.

È quanto deciso dalla Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l’ordinanza n. 23766 del 1 ottobre 2018.

La Suprema Corte ha così bocciato il ricorso di una collaboratrice domestica che impugnava il licenziamento orale intimato dalla donna presso cui aveva prestato servizio per diversi anni, perché a suo avviso non avrebbe potuto licenziarla a voce.

La Cassazione tuttavia conferma la legittimità del licenziamento, sostenendo che la violazione denunciata dalla ricorrente riguarda ipotesi non ricorrenti nel caso di specie posto che per il lavoro domestico è espressamente prevista l’esenzione dalla forma scritta del licenziamento.

(05.10.18)

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