Il decreto ingiuntivo è, tecnicamente, un’ingiunzione emessa dall’autorità giudiziaria a seguito di apposita istanza di un soggetto che si dichiara essere creditore nei confronti di un altro soggetto.
L’ingiunzione viene, pertanto, emessa sulla base delle mere dichiarazioni ed allegazioni (prove) del soggetto che si dichiara essere creditore.
Tralasciando ogni questione relativa ai presupposti per l’emissione per decreto ingiuntivo, che cosa succede dopo?
Ovviamente il decreto ingiuntivo dovrà essere notificato, entro un predeterminato termine, a cura del ricorrente al soggetto – debitore.
A seguito della notifica del decreto ingiuntivo, che cosa può fare il soggetto destinatario del decreto ingiuntivo?
E’ bene non sottovalutare la questione.
Infatti il legislatore ha previsto un termine stringente per il destinatario del decreto ingiuntivo per far valere le proprie ragioni, ovvero 40 giorni.
Entro questo termine il destinatario del decreto ingiuntivo potrà promuovere un apposito giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo nel quale far valere tutte le proprie ragioni, ovvero che non esiste alcun credito, che vi è stato il pagamento oppure che il credito si è prescritto, etc..
Ma cosa succede se il destinatario del decreto ingiuntivo rimane inerte e non promuove alcuna opposizione nel termine previsto?
Il decreto ingiuntivo ottenuto dal soggetto – creditore diverrà definitivo oltre che titolo esecutivo, ovvero titolo per procedere con l’azione esecutiva, nella cui fase non potranno più essere fatte valere le stesse ragioni che avrebbero dovuto essere fatte valere nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.
Quello che abbiamo appena descritto è quello che accade normalmente, ma può accadere che, sulla base di ulteriori presupposti e circostanze, il decreto ingiuntivo sia da subito provvisoriamente esecutivo… ma di questo ne parleremo in un altro articolo.
(04.12.2015)

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